La Mostra

La mostra, basata sulle appassionate ricerche condotte dal curatore Fabio Santin, è introdotta da un’autentica gondola degli Anni Trenta e prosegue con l’esposizione degli undici magnifici modelli d’imbarcazioni, opera di Antonio e Giuseppe Casal, provenienti dal Museo Correr di Venezia. Prestito del Museo sono anche un modello di zattera, antichi ferri da gondola e due opere di Valentino Besarel: un busto “ideale” di Andrea Brustolon in legno e un'inedita cornice dedicata al lavoro degli squerarioli, che verrà affiancata alla cornice del ritratto di Sante Colussi, proveniente dal Comune Val di Zoldo. Accompagna il percorso espositivo una ricca documentazione d’archivio, unita al frutto delle recenti ricerche sugli squèri degli Zoldani e sulla loro ubicazione nel tessuto urbano veneziano. Al piano superiore si snoda un itinerario sentimentale, in cui la qualità artistica cede il passo al valore affettivo delle opere: sono esposti alcuni degli acquerelli di Ninetta Casal Besarel, che furono soggetto, assieme ai modelli, della prima e unica mostra nel lontano 1947, presso la galleria Sandri a Venezia, e la riproduzione al vero degli affreschi ancora presenti nella casa veneziana dei Casal, testimonianza di aspetti di vita in Zoldo nell’Ottocento.

La Val di Zoldo

Zoldo è una valle dolomitica composta da decine di villaggi adagiati tra i massicci dei monti Pelmo, Civetta e Mezzodì. Il sole d’estate invita a camminate per i sentieri e ad arrampicate su per le montagne; quando piove si beve qualcosa di caldo attorno al “larìn”, il tipico focolare ancora presente in molte abitazioni; l’aria tersa e i fiori di alta quota rendono struggente la primavera e l’autunno ha i colori variegati di abeti, larici e pini, raro caso di
vegetazione mista in montagna. È luogo di aspra storia popolare,
di emigrazione e di rigenerazione. Qui tutti si occupano d’arte. Sebastiano Vassalli nel romanzo “Marco e Mattio”, ha definito la Val di Zoldo una “dimensione dello spirito”.

Zoldo is a valley nestled among the mountains Pelmo, Civetta and Mezzodì. In summer, you walk along the paths and climb the mountains; if it rains, you sit around the fire place and drink something warm; the sparkling air and the flowers make spring poignant, and autumn is coloured by firs, larches and pines, a rare case of mixed vegetation in the mountains.
It is a place of bitter popular history, emigration and regeneration. Here everyone deals with art. Sebastiano Vassalli in the novel “Marco e Mattio”,
called Zoldo a “dimension of the spirit”.
The exhibition is introduced by an authentic gondola of the thirties and continues with the exposition of the eleven magnificent models of boats, by Giuseppe and Antonio Casal, from the Museo Correr in Venice. Loan of the Museum are also a model of raft, a couple of ancient “ferri da gondola”, and two works by Valentino Besarel: a wooden bust of an ideal Andrea Brustolon and an original frame dedicated to the work of the “squerarioli”, while the frame of Sante Colussi’s portrait comes from the Val di Zoldo Municipality. The exhibition is completed by a rich documentary archive, along with the results of recent research on the squeri zoldani and their location in Venice. A sentimental itinerary takes place on the upper floor, in which the artistic quality gives way to the affective value of the works: some of the watercolors by Ninetta Casal Besarel are exposed, together with the reproduction of the frescoes still present in Casal venetian house, reporting nineteenth-century life in Zoldo.

Organizzazione