Zoldo Alto

Zoldo Alto e la chiesa

L'ex Comune di Zoldo Alto si è unito con l'ex Comune di Forno di Zoldo per formare il Comune di Val di Zoldo.

Il territorio di Zoldo Alto si estende per 61,96 Km quadrati, all’interno del sistema montuoso del Bellunese, sviluppandosi principalmente lungo due vallate, una percorsa dal torrente Maè con a nord-est il monte Pelmo e l’altra, con il nome Val di Goima, percorsa dal torrente Moiazza, lasciando a nord-ovest della valle stessa la parete del Civetta.

Pista da sci in notturna

L'area di Zoldo Alto, localizzata nella parte centrale della provincia di Belluno, confina con gli ambiti comunali di Borca di Cadore, Vodo di Cadore, Zoppè di Cadore, La Valle Agordina, Agordo, Taibon Agordino, Alleghe, Selva di Cadore e l'ex Comune di Forno di Zoldo. L'area di Zoldo Alto viene a trovarsi così sulla parte superiore della Val di Zoldo, con l’imponente cerchia di monti che lo sovrastano, oltre ai quali si aprono vallate più ampie come quelle dell’Agordino e del Cadore.

Per quanto riguarda l’inquadramento a grande scala, il comune, sviluppato su due valli a forbice, insiste principalmente sulla direttrice nord-sud che porta alle vicine aree di Forno di Zoldo e Longarone. Quest’ultimo riveste un ruolo polarizzatore poiché convergono i principali insediamenti industriali legati al distretto dell’occhiale.
Il Comune di Val di Zoldo è una delle porte principali di accesso al comprensorio sciistico del Civetta e del Dolomiti Super Ski, in quanto località più vicina all’autostrada A27, dalla quale arrivano con più facilità i fruitori delle piste da sci.
Il territorio è composto essenzialmente da due vallate. La principale è quella che scende dalla Forcella Staulanza (1.773 m s.l.m.), percorsa dal torrente Maè. L’altra valle è quella di Goima che scende dal Passo Duran (1.605 m s.l.m.), percorsa dal torrente Moiazza o Duran. In quest’ultima si trovano quattro abitati: Cordelle, Gavaz, Chiesa e Molin. A differenza dell’attigua valle principale ha mantenuto il suo originario aspetto.

Montagne di Zoldo Alto

L'area di Zoldo Alto è formata da piccoli borghi disseminati lungo la rete viaria costituita essenzialmente dalle Strade Statali che collegano le vallate principali. Lungo la Strada Provinciale n. 251, che mette in comunicazione la Valle del Piave e la Val Fiorentina, si incontrano le frazioni maggiori – Fusine, Pianaz, Mareson, Pècol - mentre lungo la Strada Provinciale n. 347, che porta al Passo Duran, si trovano le frazioni di Gavaz, Cordelle e Chiesa. Vi sono inoltre alcune frazioni più distanti che non sono sulla direttrice delle strade Provinciali, ma sono raggiungibili tramite la rete stradale comunale e che sono Molin, Coi, Brusadaz, Costa e Iral. Tra le borgate Fusine è la più centrale dell’alta valle ed è sede municipale. Il nome deriva dall’attività dei fabbri (da fusine, “fucine”) presente per secoli nello Zoldano, in quanto le officine sfruttavano l’energia idrica data dai torrenti.

Un altro agglomerato di notevole interesse è Pecol, che deve il suo sviluppo all’attività turistica invernale. Insieme a Pecol un’altra zona importante per lo sviluppo delle piste è la località di Palafavera, dove si sviluppa il collegamento con Alleghe, punto di passaggio obbligatorio per spostarsi da una parte all’altra del comprensorio “Ski Civetta”.
Passato e presente dell'area di Zoldo Alto si intrecciano nella storia di queste due borgate che rappresentano in tempi diversi il principale sistema economico su cui si basa la Comunità.

Il territorio di Zoldo Alto, dato il contesto ambientale e paesaggistico, vede al suo interno, aree di pregio naturalistico, come classificate dalla rete Natura 2000. Sito Civetta - Cime San Sebastiano, il sito comprende tutti i più tipici paesaggi dolomitici della zona interna a clima continentale, il SIC copre tutta l’area ad ovest di Zoldo Alto. Il sito è caratterizzato da foreste montane e subalpine di Picea abies, da foreste di larice e pino cembro, e da versanti calcarei alpini, intervallati da prati pionieri su cime rocciose. L’area è inoltre caratterizzata dalla presenza di numerosi biotopi umidi, intervallati da substrati calcarei e silicei. L’ambito vede inoltre la presenza dei siti mesolitici dell’uomo di Modeval oltre ad emergenze paleontologiche (le orme dei dinosauri), ed iscrizioni rupestri e preromaniche. Sito Monte Pelmo – Monteval, Formin. L’area è caratterizzata da tipologie dolomitiche di rilevante pregio paesaggistico soggette, lungo le strade e gli itinerari più conosciuti, a flussi turistici consistenti. Non meno interessanti, anche se non ospitano rarità di spicco, sono le formazioni forestali subalpine del larici-cembreto, in diverse varianti da quelle basifile a quelle con ontano verde.

Sono presenti inoltre le aree naturali minori come le Sorgenti del Civetta, l’area palustre di Forcella Alleghe e il biotopo denominato "Torbiera di Passo Duran" .
Infine, l’offerta formativo-educativa dell'area di Zoldo Alto è costituita dalla scuola primaria ubicata nella frazione di Fusine. 

Analisi delle aree di Forno di Zoldo e di Zoldo Alto

In conclusione dall’analisi dei contesti delle due aree di Forno di Zoldo e di Zoldo Alto, emerge come gli andamenti insediativi e socio- economici sono facilmente riconoscibili: spostamento della popolazione dalla montagna alla valle, flusso migratorio oltralpe e aumento delle “seconde case”, con conseguente impoverimento turistico.

E' per questa necessità che i due ex comuni di Forno di Zoldo e di Zoldo Alto si sono uniti in un soggetto nuovo che sia in grado di rispondere alle nuove sfide che attendono il territorio.

Domenica 17 Gennaio 2016, nel Referendum consultivo sull’unione dei municipi di Forno di Zoldo e Zoldo Alto nel nuovo Comune di Val di Zoldo, i "sì" hanno superando il 90% dei consensi.